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Licei e Medie Malpighi | MEMOS - newsletter delle medie e licei Malpighi n. 3



Dodici studenti di quinta del Liceo Malpighi hanno sostenuto l’esame SAT. Questo test corrisponde all’esame di maturità per gli studenti residenti negli Stati Uniti. In base al punteggio raggiunto uno studente può fare o meno domanda di ammissione all’università americana che desidererebbe frequentare dopo la scuola superiore. Ogni università pone una soglia di ingresso minima basata su un punteggio SAT che, se non raggiunta, non permette di concretizzare la domanda di ammissione. In tal caso lo studente deve risostenere l’esame per poi, una volta raggiunto il punteggio minimo, poter partecipare alle graduatorie di selezione. Il motivo per cui proponiamo di sostenere la preparazione a tale esame sta nel fatto che è una certificazione sempre più riconosciuta nel panorama internazionale;anche in Italia ci sono università prestigiose che lo riconoscono come sostitutivo al proprio test di ingresso. Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi. Non solo hanno seguito una dura preparazione dimostrando perseveranza e determinazione, ma tutti hanno superato l’esame ottenendo un risultato superiore a quello della media nazionale dei ragazzi negli Stati Uniti (ovvero uno score totale superiore a 1500). I ragazzi sono stati guidati dalla professoressa Miss Johnson, madrelingua americana, per la preparazione della parte di inglese e dalla professoressa Meucci, docente della Johns Hopkins University, per quanto riguarda la parte di matematica. Hanno seguito un corso di due pomeriggi settimanali da febbraio a giugno nel corso del quarto anno. Hanno proseguito la preparazione con un corso intensivo al termine dell’anno scolastico (fine giugno e inizio luglio). A settembre hanno poi terminato con un periodo di lavoro intensivo durato fino al 10 ottobre, data in cui la maggior parte dei nostri studenti si è recata alla American School di Milano per sostenere l’esame della durata di 4 ore.
A partire da questo anno scolastico, i ragazzi di quarta che decideranno di sostenere il SAT si prepareranno durante le ore di Inglese curruculari.
Silvia Solacini - Responsabile Area Inglese Scuole Malpighi e referente per le certificazioni


Sulla sfida del Malpighi di preparare gli studenti ad un esame così impegnativo interviene Marcella Turazza, responsabile di Omni Admissions, società da lei fondata per offrire consulenza a famiglie e ragazzi che intendono intraprendere un percorso di studi universitari con programmi internazionali.
"Oggi il SAT è il test di ingresso richiesto da più di 2000 università americane e recentemente ha iniziato a sostituire i test di ingresso di numerose università europee, tra cui la Bocconi e il Politecnico di Milano. Decidere di sostenere il SAT da parte di uno studente italiano richiede forza di volontà e tenacia. Allo stesso tempo costituisce una prova delle capacità di pensiero e di ragionamento critico dello studente, necessarie per affrontare con successo gli studi accademici. L' esame prevede lo svolgimento di una sezione di lingua inglese (con esercizi di critical reading) e di writing. E di una sezione di matematica. Il test ha una durata di quattro ore. In questo test vengono misurate la padronanza della lingua, la capacità di argomentare e quella di misurarsi con il tempo prestabilito. Il successo di uno studente nel SAT è determinato dalla comprensione dalle modalità specifiche dell’esame e dalla pratica, da iniziare con largo anticipo rispetto alla data del test. Difficile (e rischioso) prepararsi in autonomia. In Italia ci sono poche società che offrono tutoring per SAT, ma nessun liceo italiano aveva sinora deciso di preparare i suoi studenti per il test. Il Liceo Malpighi, nella sua apertura all’internazionalizzazione e nella ricerca di un’offerta formativa completa e innovativa, detiene quindi un primato che lo rende sinora unico nel panorama italiano."
Marcella Turazza - Co-Founder and Ceo Omni Admissions

Per saperne di più:
- vai a Omni Admissions
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"MI CHIAMO MATILDE TINTI E FREQUENTO LA QUINTA SCIENTIFICO AL MALPIGHI... Quando ero in terza media, ciò che mi ha convinto a iscrivermi in questa scuola è stata la possibilità di studiare all'estero. Nel corso della quarta liceo il Malpighi mi ha infatti offerto l'opportunità di studiare 4 mesi negli Stati Uniti e più precisamente a Boston dove ho frequentato una High School appositamente scelta per me in modo da consentirmi di tenermi al passo con gli studi italiani. La Newman School era infatti una delle poche a Boston che comprendesse un corso di latino. Sarò sempre molto grata al Malpighi per avermi dato quest’opportunità innanzitutto perché mi ha permesso di sperimentare sulla mia pelle quello che è il mondo esterno ma soprattutto mi ha fatto riflettere sul mio futuro.
Grazie ad una iniziativa del Malpighi, ho potuto frequentare il corso per il conseguimento del S.A.T. (Scolastic Assestment Test). Il corso al Malpighi è stato tenuto da una professoressa americana che ha sostenuto a sua volta tale esame e da una professoressa di matematica e fisica che ha insegnato per 6 anni in America e che ora insegna alla Johns Hopkins.
A Ottobre abbiamo sostenuto l'esame finale che tutti abbiamo passato con ottimi voti.
Il Malpighi attraverso questo corso, oltre ad averci dato l'opportunità di acquisire un'importante certificazione internazionale, ha profondamente migliorato la nostra preparazione nella lingua inglese. Ognuno di noi ha, infatti, notevolmente migliorato le proprie competenze ottenendo ottimi risultati evidenziati anche dai successivi voti scolastici.
Quello del SAT è stato un lavoro in aggiunta al regolare programma di studi che noi studenti abbiamo deciso di fare autonomamente, un lavoro che però tutti i professori ci hanno aiutato a portare avanti venendoci incontro e spronandoci a dare sempre di più. Il fatto che anche professori di materie non collegate a questo esame come per esempio latino ci sostenessero sempre, è stato per noi davvero molto importante e stimolante. Il sostegno che ci ha costantemente dato il Malpighi non è assolutamente qualcosa che si trova in tutte le scuole. In questo liceo tutti sono particolarmente attenti al tuo percorso scolastico, dall’inizio della prima classe accompagnandoti ed aiutandoti fino alla fine dell’ultimo anno e al conseguimento della maturità."
Matilde Tinti - Studente
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In occasione dell'avvio dei corsi di informatica creativa, riportiamo alcuni stralci dell’intervento Carmelo Presicce, coordinatore CoderDojo di Bologna, pubblicato su Il Resto del Carlino del 10 febbraio 2015

"Quando nel 2013 fa partì la campagna promozionale di Code.org, in pochi sapevano che cosa significasse “coding” e perché fosse importante fornire ai bambini (e alle bambine!) le basi per comprendere e “parlare” il linguaggio dei computer. Tant’è che il video in cui le “rockstar” dell’informatica, tra cui Mark Zuckerberg e Bill Gates, raccontano le loro prime esperienze alle prese con un linguaggio di programmazione si chiama “What most schools don’t teach”, ossia: “Che cosa la maggior parte delle scuole non insegna”.
A distanza di soli due anni, molte cose sono cambiate, anche dalle nostre parti. Insieme alla diffusione di strumenti didattici sempre più accessibili e coinvolgenti, e delle iniziative extra-scolastiche come CoderDojo, anche nella scuola è aumentata la consapevolezza che la programmazione, o “coding”, costituisca un’abilità importante per affrontare le sfide del futuro. Tra gli Istituti che a Bologna ne hanno colto l’importanza e raccolto la sfida, c’è il Liceo Malpighi, la cui Preside, Elena Ugolini, è particolarmente attenta al senso di quello che si impara a scuola. Che senso ha, dunque, imparare a programmare? Le risposte sono tante. La prima, forse la più evidente, è che la nostra società ha sempre più bisogno di persone che abbiano competenze informatiche. Le grandi aziende del software così come le startup fanno fatica a trovare bravi sviluppatori. Mitchel Resnick, del Massachussetts Institute of Technology (MIT), lo spiega in un imperdibile TEDx Talk con un paragone molto efficace: non tutti gli studenti che imparano a leggere e a scrivere diventeranno scrittori o poeti, ma acquisicono un’abilità che consente loro di esprimersi e di imparare tante altre cose. Allo stesso modo, imparare a programmare non è utile soltanto a chi diventerà un informatico di professione, ma fornisce nuove possibilità di espressione.
A partire dal 12 febbraio, per 5 settimane, nel laboratorio del Liceo Malpighi si terrà un corso di programmazione pomeridiano aperto agli studenti di terza media di tutte le scuole. L’obiettivo è quello di fornire loro le basi della programmazione informatica attraverso Scratch, un linguaggio di programmazione didattico sviluppato al MIT, che consente di creare videogame e animazioni interattive in maniera semplice e intuitiva.
Programmando con Scratch, gli studenti impareranno non solo importanti concetti alla base di tutti i linguaggi di programmazione (come le espressioni condizionali, le variabili, i cicli), ma anche i principi e le metodologie di progettazione e debug del software, attraverso attività che mirano a stimolare l’espressione personale e la collaborazione, ispirate alla guida all’informatica creativa di Harvard. "
Ing. Carmelo Presicce - Docente di Informatica - Coderdojo Bologna


Per saperne di più:
- Vai a Coderdojo
- Guarda Code Stars
- Guarda Mitchel Resnick - MIT - a TED
- Vai a Scratch: programming for all
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Quattro terze delle Medie Malpighi in visita al Museo delle scienze a Trento. Un’occasione straordinaria per arrivare, da protagonisti, al cuore della scienza. Conferma tutto Francesca Guizzardi, la “prof” che ha accompagnato i ragazzi. “Il primo impatto positivo” racconta “è stato quello con la struttura che ospita il museo. Progettata da Renzo Piano è moderna, innovativa, spaziosa e piena di luce. Con pannelli che raccontano in modo molto chiaro le cose”. Siamo andati, prosegue “perché nella nostra scuola, le Medie Malpighi, lo studio della scienza si affida molto ai laboratori; di fronte alle tante sorprese di questa materia vogliamo essere al centro della scena e non semplici spettatori”. Insieme ai tanti reperti in mostra quello che ha scatenato l’interesse dei ragazzi è stata una lezione di astronomia dai contenuti molto alti ma comunque estremamente comprensibili. “Per i miei studenti” ricorda la Guizzardi “è stato come fare un viaggio nel sistema solare. Per un giorno si sono sentiti compagni di strada di Samantha Cristoforetti. Dall’astronomia sono stati trascinati e coinvolti. Siamo stati dentro il Muse per otto ore ma l’attenzione non è mai venuta meno”. Conclude la “prof”: “Ci riportiamo a casa la convinzione che di fronte alla scienza non c’è il lavoro di uno solo ma di una comunità. E questo vale anche per i nostri piccoli scienziati. Che hanno bisogno, per crescere, di incontrare luoghi e persone. Come è successo a Trento”.
Stefano Andrini

Per saperne di più:
- Vai a Muse Trento
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Dialogare con un esperto può essere utile! E’ quello che è accaduto nell’incontro con il dott. Luigi Ballerini (scrittore e psicoanalista) il 29 febbraio con il tema “Liberi o schiavi dentro la rete?”. La prima valutazione, fondamentale per inquadrare il problema, è stata che i contatti virtuali, attraverso la rete, devono essere considerati una realtà e trattati come tale perché attraverso quello spazio le persone “realmente” rimangono colpite, si emozionano, condividono sentimenti, fanno amicizia. Nonostante le difficoltà che possiamo avere noi genitori, appartenenti ad altre generazioni rispetto ai nostri figli, dobbiamo comprendere che anche nella rete si vive una “realtà”. Il nostro compito è però quello di aiutare i nostri figli, e spesso anche noi stessi, a dare il giusto peso alle parole che in essa si usano (davvero possiamo chiamare tutti i nostri contatti Facebook, amici? che effetto avranno le mie parole sugli altri?), a capire come gestire questo modo di relazionarci nei tempi (qual è il motivo per cui stanno/stiamo tanto tempo in rete?) e nei modi (che tipo di realtà è quella che viviamo nella rete? Con quale senso critico giudichiamo questo modo di interagire con il mondo?). Il dott. Ballerini non ci ha “propinato la ricetta” per risolvere ogni dubbio o problema ma ci ha fornito alcuni elementi di riflessione sui quali costruire, all’interno di ogni famiglia, il modo più adeguato per affrontare la questione: la rete è uno strumento potente che risponde al desiderio di allargare gli orizzonti (è una tensione positiva dei nostri figli) rispetto al quale è importante sviluppare una capacità di giudizio e di lettura di ciò che vi accade e viene trasmesso. Ciò si accresce nei nostri figli solo se siamo capaci di essere noi, e l’ambiente che li circonda, veri testimoni di relazioni chiare, interessanti, coinvolgenti. Non sbagliamo ad avere timore e quindi a stare attenti ai comportamenti dei nostri figli, ma ciò deve confrontarsi con il rispetto della loro libertà, con il sostegno alla loro capacità di giudizio e al saper leggere la profondità di ciò che vivono per offrirgli una valida alternativa all’esclusivo mondo della rete."
Roberta Spadoni Catapano - Presidente Consiglio Istituto del Liceo




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Anche quest'anno gli alunni e i docenti dei Licei hanno vissuto, assieme a chi è venuto a conoscere il Malpighi, l'esperienza che quello che si studia in classe è materia viva, interessante, affascinante.
Ecco alcuni lavori dei ragazzi che sono stati presentati in quell'occasione ed il racconto, con la FotoGallery, dei tanti momenti vissuti nei due giorni dell'Open Day e nei giorni precedenti.

FISICA
The universe of the particles
Gli incontri e le scoperte al Cern di Ginevra
FILOSOFIA
Il paradosso della libertà.
I ragazzi si interrogano

HUELLAS ESPANOLAS
Itinerario cultural por las calles de Bolonia
ARTE e GEOMETRIA
La geometria del bello
FOTOGALLERY - Guarda le foto, fai un giro per il liceo con i nostri ragazzi.


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Tempo di test al Malpighi. L’attenzione ai Tolc si inserisce in un consolidato percorso di attenzione all’orientamento, ricco di iniziative, tra le quali “Martino ti orienta”, il progetto rivolto agli studenti delle scuole superiori che aiuta a scegliere la strada da intraprendere dopo il diploma mettendo i ragazzi a diretto contatto con l’esperienza dei professionisti.

Il mondo universitario, così come il mondo del lavoro, sembra avvertire in modo sempre più impellente la necessità di valutare il profilo in entrata delle nuove generazioni. Per questo molte scuole universitarie di numerosi atenei italiani si sono attrezzate per valutare, e nel caso selezionare, i loro futuri iscritti con gli ormai noti TOLC (acronimo di Test On-Line Cisia). Ma cosa sono? Noi al Malpighi abbiamo cercato di rispondere a questa domanda nel modo più efficace possibile, invitando i docenti universitari Carlo Boschetti e Daniele Ritelli della Scuola di Economia dell'Università di Bologna per rispondere alle domande e alla curiosità dei ragazzi. I TOLC sono dei test che ormai moltissime scuole universitarie, e in particolare quelle di area economica e tecnico-scientifica, stanno adottando per garantire un profilo minimo standard per gli studenti in entrata in diversi corsi di studio. Queste selezioni sono organizzate da un consorzio di università statali presenti su tutto il territorio nazionale e per questa ragione questi test valgono su tutta la penisola. Affrontare tempestivamente i TOLC significa potersi garantire l'accesso a scuole universitarie prestigiose nella città che si desidera. È possibile sottoporsi alle prove, a partire da questo mese, anche per i ragazzi delle classi quarte: se hanno le idee chiare su cosa vogliono fare da grandi potrà essere una buona occasione per mettersi in tasca il gettone che permetterà loro di coltivare le loro inclinazioni nel modo che più desiderano.
Giacomo Bettini - Docente di Storia e Filosofia - Referente per l'orientamento

Per avere maggiori informazioni su questi test si può consultare i seguenti indirizzi web:
- vai a Consorzio CISIA
- vai a UNIBO - Informazioni Generali TOLC
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"Il mio nome è Simone Massari. Sono un ventitreenne bolognese, ambizioso e con la folle certezza che ancora oggi, per la mia generazione, ci sia la possibilità di imparare e costruire qualcosa di bello. Proprio questo è uno dei valori fondamentali che il Malpighi mi ha trasmesso.
Ho frequentato il Liceo Scientifico , dove ho avuto la fortuna di trovare lungo il mio percorso alcuni insegnanti straordinari ed una realtà capace di offrire opportunità uniche. Tra queste, indelebile e determinante è stata l’occasione di spendere parte del quarto anno a New York, presso l’Iona Preparatory School. Quest’esperienza ha giocato un ruolo fondamentale nelle mie scelte future, facendomi rendere conto di quanto sia importante l’avere una conoscenza eccellente della lingua inglese in una realtà globalizzata come quella in cui viviamo oggi.
Nel 2010 , dopo aver conseguito la Maturità,ho deciso di iscrivermi al CLABE , un corso di “Business & Economics” dell' Universita' di Bologna impartito interamente in lingua inglese. Durante il secondo anno ho frequentato in “Erasmus”, l’Edinburgh Napier University, in Scozia e mi sono laureato nel luglio del 2013. Dopo la laurea triennale mi sono infornato sulla possibilita' di completare i miei studi all' estero e sono stato accettato al corso magistrale in “International Business” presso la Copenhagen Business School in Danimarca : un' Università gratuita per i cittadini europei. Durante il secondo anno accademico ho effettuato uno scambio di sei mesi presso il corso MBA della Ryerson University di Toronto, Canada , ed ora mi sto preparando a concludere il mio percorso accademico con una tesi collegata al mio lavoro futuro"
Simone Massari - ex alunno
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