a cura del Liceo Malpighi di Bologna Il Liceo Linguistico Deledda di Genova

Ignazio Venzano, Dirigente del Comune di Genova con funzioni di Preside degli istituti civici "Liceo Linguistico Deledda" e "Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei"

 

Il Liceo Linguistico Grazia Deledda di Genova è uno dei due licei comunali che nel 1935 furono riconosciuti per regio decreto e che sono tuttora alla base dell’esistenza dei licei linguistici in Italia, anche per il tramite di altre due “leggine” del dopoguerra che coinvolsero in questo tipo di riconoscimento altri tre istituti scolastici religiosi. Come è noto infatti fino ad ora il riconoscimento legale amministrativo per questo tipo di scuole viene concesso sulla base dell’esistenza dei 5 licei linguistici riconosciuti per legge.

Il nostro Liceo si pose diversi anni fa la questione della certificazione linguistica internazionale, cominciando col francese e col tedesco.

Per il francese opportuni contatti con le Autorità scolastiche della Francia permisero di accertare sette anni fa la disponibilità al riconoscimento di una sezione internazionale con funzionamento simile a quello degli istituti statali in cui i professori erano mandati dalla Francia stessa. Ormai, a causa delle restrizioni di bilancio degli Stati membri dell’U.E., tali esperienze sono rimaste molto contenute e, se si sono sviluppate dopo il 1995 circa, sono rimaste a carico totale delle scuole, nel nostro caso a carico del gestore, il Comune di Genova.

Ad ogni modo sulla base degli orari e programmi del liceo europeo dell’Istruzione Media Non Statale esiste al Deledda dal 1994/95 la sezione di "Liceo Internazionale con opzione francese" i cui studenti oltre all’esame finale italiano possono, per mezzo di due speciali prove supplementari su base volontaria (francese e storia in francese) possono ottenere un’"Attestation" per il proseguimento degli studi in Francia. In tal modo non solo si certifica la conoscenza della lingua francese, ma anche il livello di studio liceale pari al "bac".

Di tali esperienze al momento sono portatori meno di dieci "licei internazionali" in tutta Italia, tutti statali, eccetto il Deledda e il Liceo Vittoria di Torino. Tale esperienza è stata anche allargata dallo Stato ai propri "licei classici europei". Mi risulta anche che l’anno scorso vi sia stato un incontro promosso dalla Direzione Classica per cominciare a riflettere su queste esperienze in vista della riforma dei cicli, ma tale incontro fu ristretto alle sole scuole statali.

Per quanto riguarda il tedesco invece dal 1995/96 è a Genova in vigore un accordo col locale "Goethe Institut", per far affrontare nella sede del nostro liceo l’esame del terzo anno del Goethe, per il diploma del "Zertificat Deutsch", con un sensibile contenimento di costi. Tale esame viene affrontato ogni anno su base volontaria da un certo numero di allievi delle terze o delle quarte e fino ad oggi possiamo dire con orgoglio che tutti gli studenti che l’hanno provato l’hanno anche superato.

L’accordo col Goethe di Genova è adesso superato grazie all’accordo nazionale, ma siamo comunque fieri di poter dire che siamo stati, credo, i primi a livello nazionale ad aver pensato ad una soluzione del genere.

Per le altre lingue presenti nella scuola non c’erano ancora soluzioni, in quanto per il liceo internazionale di spagnolo (funzionante circa come quello francese, in credo sei/sette scuole statali delle isole e del sud Italia) non avevamo avuto il numero di studenti necessario (forse lo avremo nei prossimi anni), e per il russo siamo in contatto con l’Accademia universitaria di lingua russa di San Pietroburgo per verificare le migliori procedure possibili. Il russo manca nell’accordo nazionale, ci piacerebbe portare a termine questo accordo ancora una volta tra i primi nel nostro paese.

Invece, come è noto, la cultura e l’organizzazione scolastica inglese ci avevano impedito di far reali progressi sul fronte del "liceo internazionale inglese". Penso che l’accordo ministeriale sia un buon punto di arrivo e nel contempo un interessante e promettente punto di partenza per il futuro, visto che getta le basi di un riconoscimento di "crediti" validi internazionalmente.
Desidero aggiungere che al Deledda, come, credo, in tutte le altre scuole non statali, tali esami avverranno su base volontaria e senza tenere conto delle scadenze dettate alle scuole statali, visto che gli studenti (anche i nostri) tali esami se le devono pagare da soli, in aggiunta alle tasse e ai contributi che anche da noi sono più alti che nello Stato.

Ha ragione a mio avviso chi ritiene che con la legge della parità tale situazione debba essere rivista perché il programma "Lingue 2000" finanzia di fatto non le scuole, ma bensì le famiglie delle scuole statali (e in questo sta una disparità di trattamento non prevista dalla parità) assicurando loro il beneficio di poter affrontare gli esami di certificazione linguistica gratis. Credo sia legittimo chiedere che di tale beneficio possano usufruire anche i nostri studenti e le nostre famiglie.

Ritengo comunque che sul discorso della parità il ragionamento vada necessariamente allargato a tutti i casi in cui i diversi programmi ministeriali prevedono azioni finalizzate a comportamenti con riflessi organizzativi sull’insieme del quadro dell’offerta dell’istruzione e formativa nel nostro paese. Infatti è inaccettabile e incredibile che anche quando ci si offre (come istituti non statali) a partecipare a nostre spese alle azioni previste dai vari programmi (tecnologie didattiche multimediali, musica, lingue 2000 ecc.), nessuno ne voglia tenere conto e perfino le informazioni sullo sviluppo di questi programmi continuino a essere gestite solo dal Ministero alle scuole statali e viceversa. Così come è praticamente impossibile apparire in un qualsiasi elenco ministeriale di "istituzioni scolastiche" impegnate su uno si questi programmi (e, sottolineo ancora, senza gravare sul bilancio dello Stato): come se le scuole statali, ancorché paritarie, semplicemente non esistessero.

Poiché sono convinto che l’autonomia non debba significare isolamento si deve trovare il modo di una reale sinergia delle scuole statali con le non statali in tutti i campi, a partire dalla partecipazione anche emulativa e non necessariamente concorrenziale alle linee programmatiche lanciate dal Ministero, ferme restando le norme amministrative stabilite dalla legge sulla parità, sulla quale non desidero fare qui valutazioni, ma a proposito della quale dico innanzitutto che deve essere applicata fino in fondo, anche nelle implicazioni non manifeste ma logiche.

Prima di concludere desidero aggiungere qualcosa sul liceo linguistico e sul suo futuro: al Deledda abbiamo tre corsi previsti dall’ordinamento del 1973 e tre corsi sperimentali di cui 2 di liceo europeo e uno di liceo internazionale francese. Ci stiamo muovendo nel senso del liceo internazionale non solo per ovviare ad una necessità legata al futuro del porto di Genova e connessa quindi alle decisioni del Comune da qui dipendiamo, ma anche perché pensiamo che sia bene cominciare a fare qualcosa di realmente innovativo nel quadro della prossima riforma dei cicli.

Nessuno ha stabilito che i cinque licei riconosciuti per legge debbano allineare i propri ordinamenti a quelli stabiliti dalla riforma, ma ciò è insito nel riconoscimento dell’autonomia e della flessibilità degli ordinamenti di tutte le scuole a partire dal 1° settembre 2000. Ciò potrebbe significare che le originalità espresse dai licei linguistici non statali nel dopoguerra all’interno del sistema scolastico verranno probabilmente riassorbite, e ciò in varia misura è non solo logico ma anche dovuto. Quello che mi chiedo non è quindi come impedire la naturale evoluzione delle cose, ma invece è come fare a sviluppare altre originali esperienze, e, soprattutto, visto che l’educazione culturale e linguistica internazionale ad alto livello richiede tempo e preparazione precoce, come fare per mantenere e rilanciare una specifica tradizione di istruzione di qualità in questo settore.