a cura del Liceo Malpighi di Bologna Intervento introduttivo

Franco Pannuti, Assessore ai Servizi Sociali, Volontariato, Famiglia e Scuola del Comune di Bologna

 

Signor Assessore, Signor Ispettore, Signor Presidente, prima di porgervi il saluto direi rituale del Comune di Bologna, della Giunta e del nostro Sindaco una brevissima riflessione.

Una brevissima riflessione ridotta in sintesi ad alcune parole chiave.

Questa iniziativa è importante, tanto importante che noi siamo qui e in qualche modo cerchiamo di tenerla presente anche per il futuro dando tutto il contributo che potremo dare come abbiamo fatto anche questa volta. Ebbene, credo che iniziative di questo genere abbiano un significato se si realizza nell’ambito di una vera autonomia. Una vera autonomia che bisogna vivere dall’interno e non può essere imposta per legge, e quindi non c’è legge che tenga se noi tutti quanti siamo convinti che attraverso l’autonomia potremo in qualche modo realizzare una scuola più moderna, più adeguata e più rispondente ai bisogni della gente. Autonomia è la prima parola chiave.

La seconda parola chiave è la parità, una vera parità. Io credo che su questa parità bisogna avere una idea ben precisa, cioè a dire che deve essere affidata, in definitiva, sulla base della qualità. Questo deve essere l’unico elemento discriminante. Laddove c’è una parità di qualità io credo che debba esserci una vera e propria parità e si possa realizzare una vera e propria parità.

Un’altra piccola riflessione la faccio per quanto riguarda il Comune. Voi sapete che il Comune ha la responsabilità dei nidi di infanzia e delle scuole materne. Bene, noi stiamo lavorando ad un a progetto - io non vi so dire se riusciremo a realizzarlo o meno! In genere sono sempre molto restio ad usare il futuro, ma ve lo dico così in maniera interlocutoria perché poi qualsiasi aiuto e qualsiasi suggerimento in questo senso sarà benvenuto. Insomma, io credo che anche a livello di scuole materne le lingue vadano insegnate. Ci sono splendidi esempi di scuole materne dove si insegnano anche tre lingue contemporaneamente: è il caso delle scuole della provincia di Bolzano e nel Trentino, dove voi sapete che i bambini vanno alle scuole elementari sapendo il tedesco, il ladino e l’italiano quasi perfettamente. Io credo che questa è una esperienza su cui bisogna riflettere e che vada estesa sempre più. Sono convinto che il sapere le lingue rappresenta un elemento di sopravvivenza assoluta, ma ad una sola condizione: avendo un vero spirito europeo.

Amici miei lo spirito europeo non si conquista sapendo un po' di inglese, un po' di spagnolo, un po' di tedesco: lo spirito europeo è una filosofia che bisogna vivere quotidianamente, che passa attraverso l’Euro, ma anche attraverso le scuole, attraverso il respiro grande delle politiche sociali.

Con questi sentimenti, con queste riflessioni io porto a voi il saluto del nostro sindaco Giorgio Guazzaloca, della Giunta e della Città di Bologna che vi dà il benvenuto.