a cura del Liceo Malpighi di Bologna Apertura dei lavori

Mario Dutto, Direttore Generale Istruzione Media non statale

 

Credo che tutti siano presi da forcing di vario genere per riuscire a mantenere gli impegni ed esercitare le proprie responsabilità. Sono molto lieto di essere qui ad aprire questa giornata di seminario su un tema che ci sta particolarmente a cuore. Naturalmente ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile questo incontro. Anzitutto i rappresentanti degli Enti Certificatori con cui noi abbiamo sottoscritto la estensione anche alle scuole non statali; gli studenti che frequentano le scuole non statali, cui noi abbiano esteso le opportunità di crescita professionale che esistono per gli studenti delle scuole statali. Ringrazio l’IRRSAE Emilia-Romagna per avere accolto la nostra proposta, per avere sviluppato con noi questa iniziativa; un grazie particolare a chi ci ospita e ai responsabili politici che sono presenti a questo tavolo.

Io vorrei richiamare alla vostra attenzione gli obiettivi di questa giornata di lavoro.

Il tema delle lingue straniere è un tema che è all’attenzione del nostro paese da molti anni, forse anche da troppi. Noi abbiamo da sempre avuto un senso quasi di inadeguatezza rispetto alla capacità del nostro sistema scolastico di attrezzare nuove generazioni a dialogare in lingue diverse dalla lingua latina. Le cose poi sono andate avanti, si è lavorato molto e forse siamo uno dei paesi che offre più numero di ore di insegnamento di lingue straniere per gli studenti; anche se, da qualche anno, abbiamo avuto dei grossi dubbi sulla qualità, sull’efficacia, sui risultati che riusciamo a garantire agli studenti delle nostre scuole.

Una recente iniziativa è stata presa dal Ministero che va nella direzione di perseguire obiettivi di qualità ed è quella di cominciare ad interrogarsi sui risultati dell’insegnamento, quindi anche sulle possibilità di garantire ai nostri studenti di avere una documentazione esatta, riconoscibile ed attendibile delle competenze che sono riusciti a sviluppare in questo campo. Di qui si è sviluppata, si è attivata, una partnership realmente significativa con quei soggetti, con quelle istituzioni, con quegli attori che hanno esperienza in questo campo e che possono garantire una certificazione delle competenze linguistiche.

Questo non è un alibi rispetto ai metodi tradizionali, è piuttosto una integrazione, una opportunità in più che noi offriamo ai nostri studenti per avere una chance in più nel momento in cui escono dalla scuola e si presentano all’università, al mondo del lavoro.

Tale percorso è già stato avviato per gli studenti delle scuole statali: proprio in questi giorni ci sarà il riscontro quantitativo degli studenti che hanno aderito a questa proposta; Alla luce di quanto ho appena esposto, il nostro seminario non è semplicemente un agganciarci a quanto avviene nella scuola statale. D’altronde credo sia a conoscenza di tutti che anche un nutrito gruppo di scuole non statali vivono questa esperienza già da alcuni anni - forse per iniziativa dei genitori, delle famiglie, sicuramente per una precisa sensibilità da parte dei gestori delle scuole -. Insomma, la questione della certificazione delle competenze linguistiche si è già tradotta, in scuole statali e anche in numerose scuole non statali, in esperienze che hanno già qualche anno di vita.

Ebbene, questo seminario ha lo scopo di valorizzare le esperienze che già sono state condotte in modo da consentire anche alle scuole non statali che ancora non avessero considerato questa ipotesi di avere informazioni sulle opportunità che esistono e di avere contatti con le scuole che sono più avanti nel percorso.

Ecco dunque il primo obiettivo del seminario: valorizzare le esperienze che la scuola non statale ha realizzato nel tempo. Questo rispecchia anche una filosofia che stiamo cercando di mettere in atto con le nostre iniziative come Direzione dell’Istruzione Media Non Statale. Noi crediamo di essere in qualche modo responsabili di attività di servizio nei confronti delle scuole legalmente riconosciute e pareggiate e questa attività di informazione e messa a confronto di esperienze va in questa direzione.

C’è un secondo obiettivo, che è un obiettivo più generale, di carattere strategico. Voi tutti sapete che siamo in un momento in cui i responsabili politici del nostro paese hanno tracciato uno scenario legislativo diverso per la scuola non statale: noi siamo proprio in mezzo al guado, siamo cioè nella fase di applicazione di una legge molto impegnativa, discussa, forse non perfetta ma sicuramente una legge che a mio modo di vedere è opera del parlamento e rappresenta comunque un passo in avanti: si prospettano iniziative e percorsi che altri pesi europei hanno adottato da tempo.
E allora anche le piccole cose, le piccole iniziative come questa sono un po' dei banchi di prova, sono il segnale che stiamo andando avanti, la prova che stiamo prendendo seriamente l’idea di un servizio pubblico di istruzione al cui interno ci siano dei soggetti diversificati e che cerchiamo di creare le stesse condizioni per le famiglie e per gli studenti a prescindere dalla istituzione, dal modello organizzativo o dalla agenzia formativa cui loro si rivolgono.
L’idea di avere come riferimento gli studenti è sicuramente molto importante anche perché ci allontana da disquisizioni o dibattiti senza fine che, come dicevo prima, hanno ritardato i tempi.

Se questi sono gli obiettivi del seminario, il seminario è organizzato proprio per raggiungere questi obiettivi. Ci saranno alcune relazioni di sfondo che possono aiutarci a capire meglio qual è il problema che stiamo affrontando.

Una l’attendiamo dall’Ispettore Miceli, che ci illustrerà l’attività che la Direzione svolge e l’opera degli ispettori - molti dei quali sono presenti in questa sede - nell’ambito di alcuni settori della scuola non statale; poi abbiamo invitato il Prof. Arturo Tosi dell’Università di Londra e dell’Università di Siena ad introdurci a quello che è oggi lo scenario dell’evoluzione dei sistemi di testing che a livello internazionale sono considerati affidabili, e pertanto rappresentano, diciamo così, una frontiera sulla quale lavorare.

Il Prof. Tosi da anni si occupa di questo settore e inoltre è una di quelle persone che, al di là delle competenze accademiche, ha seguito con grande passione sia il dibattito sull’insegnamento delle lingue, sia la questione di quali modelli, quali soluzioni di riconoscimento internazionale delle competenze possono essere adottati. Per questo veramente lo ringraziamo.

Poi abbiamo dato giustamente uno spazio a quelli che saranno i protagonisti di questa interazione tra le scuole e chi è in grado di certificare le competenze, cioè quei soggetti che hanno firmato con il Ministero il protocollo di intesa: sono presenti e interverranno; mi sento in dovere di ringraziarli per la grande sensibilità dimostrata.

Noi siamo un Paese che forse è arrivato tardi rispetto all’appuntamento di una disseminazione di competenze linguistiche, però credo che sia sotto gli occhi di tutti l’impegno che il Ministro precedente e il Ministro attuale stanno ponendo su questa questione, con grande dispendio di risorse, un grande investimento anche finanziario. Forse la sensibilità è aumentata, ma secondo me è cresciuta anche la percezione che questo è un campo dove noi dobbiamo assolutamente assicurare, in tempi brevi, le competenze di base a tutti i nostri studenti. E’ in gioco il futuro del nostro Paese.

Avremo poi nel pomeriggio un aspetto altrettanto importante ed interessante, cioè la testimonianza di quelle scuole che si sono rese disponibili a presentare la loro esperienza in questo campo e, a questo proposito, siamo convinti ormai che nulla più delle esperienze delle singole scuole e degli insegnanti possa documentare la praticabilità di quello che noi andiamo dicendo. Vedete, noi possiamo disegnare delle strategie, possiamo creare delle intese, possiamo creare dei momenti di incontro, ma poi, in fin dei conti, le esperienze reali sono quelle che si ottengono nelle scuole ed è proprio dal confronto fra le esperienze che avvengono nelle scuole che noi possiano trovare le condizioni di fattibilità di quello che predichiamo; grazie a queste testimonianze, noi possiamo indagare su quelli che sono i problemi, gli ostacoli o anche esaminare le potenzialità di sviluppo: quindi io ringrazio fin d’ora quelle scuole che si sono rese disponibili. Naturalmente lo spazio è aperto anche ad altre testimonianze, che potranno essere accolte a seconda dell’andamento dei lavori.

Ecco questo era quanto io volevo dire ad introduzione di questo seminario e concluderei con un rilancio di prospettiva. Ho detto prima: questa è probabilmente la nostra prima uscita pubblica come Direzione dopo l’approvazione della legge della parità; si sta lavorando al Ministero attorno alla applicazione di questa legge, quindi alla predisposizione degli atti di formazione secondaria che consentiranno poi alle scuole che decidono di entrare nel sistema paritario di seguire la procedura che è stata definita.

Abbiamo avuto da sempre, ma particolarmente in questo momento, una grande collaborazione da parte dei gestori delle scuole non statali e delle loro associazioni; alcuni sono presenti anche a questo seminario e li ringrazio personalmente, anche come rappresentante delle loro associazioni.

Il mondo delle scuole non statali è molto articolato e molto vario: è fatto di tante componenti. Allora il fatto che le associazioni siano degli interlocutori per noi, il fatto che riusciamo a creare dei momenti di collaborazione, ci consente veramente - almeno lo speriamo - di essere in presa diretta con il mondo, la cultura, la ricchezza, le difficoltà del settore della scuola non statale. Quello della certificazione delle competenze linguistiche è davvero un banco di prova: il sistema di interazione tra l’amministrazione, le scuole ed altri soggetti esterni può se non cambiare immediatamente, avviarsi in una direzione, lungo una direzione di rapido cambiamento. Con questo auguro buon lavoro a tutti voi e anche a chi ha la regia di questo seminario, in particolare all’Ispettore Lelli a cui cedo la parola ringraziandolo ancora per essere qui.