Edizione 2000-2001
Categoria: Scuola Media Superiore in Italia
TORPORE e INFERMITA'
Io mi ricordo di quel giorno
le finestre chiuse e il vento che le molestava
il cielo languido su di esse che gravava
il buio vano e disadorno.
Una timida luce illuminava la mia follia
che ammorbandomi di ritrosia
mi rendeva schiavo del mio giaciglio.
Il mio sangue come catrame
fluiva lento come nella fogna il liquame.
Ed in quella nicchia l'accidia m'invadeva
mentre fuori un mondo attivo si corrompeva.
Incollato al letto
senza che nulla di nuovo mi fosse detto,
ebbro di sogni svuotati
rimembrando vergognosi eccessi
e frugando fra reconditi nessi
della mia inquieta coscienza
mi interrogavo sulla mia deficienza
che m'aveva fatto odiare il mondo
e tutto ciò che vi era di giocondo.
Dario Dall'Agata
V Liceo Scientifico
Funo di Argelato (BO)
I Classificato
NOTTE DI NATALE
... Per toccarti ancora
con mani fradice
di cartapesta...
... perché non ho un cuscino
per dormire altrove
e ti ritrovo appesa
alle sponde del letto
o perché cingi
le mura della stanza
senza contare la finestra
dove sbattevi d'Agosto
la schiena della notte
perché non lacrimava
stelle...
... Per toccarti ancora
la notte di Natale...
... quando volevi rubare i miei ricordi
soltanto perché non piangessi
mentre sospiravi
e saliva umido fumo
dalla bocca
ed io nel bagno
a contare le schegge
che il vento
aveva risparmiato...
Michele Paoletti
V Istituto Tecnico Commerciale
Piombino (LI)
II Classificato
A LUCA
Ho lasciato aperta
la nostra finestra
e fuori è
un finto silenzio.
Per poter ancora
guardare,
fino all'ultimo
istante di veglia
quell'infinita oscurità:
inesorabile monito.
E dentro gli occhi,
nell'abbandono,
si imprime uno stralcio
di quell'impenetrabile, avvolgente, oscuro,
infinito presente;
per cui domani
varrà la pena alzarsi
e riprendere
il viaggio.
Agnese Porisini
III Liceo Classico
Faenza (RA)
III Classificata
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di "Cara Beltà..."
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