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Edizione 1999-2000
Categoria: Scuola Media Superiore in Italia
LEGAMI DI TERRA
Un filo dorato
attraverso la cruna
di vetro appannato
che fu della luna.
La polvere vaga
nel vuoto dell'aria
per la solita saga
del caos che dilaga.
Ecco il ciclo del mondo,
solo che varia
ciò che nascondo
nel fondo
d'ogni scatola di foglie
svogliate del ramo,
quel che io chiamo
le sue futili spoglie.
Aggroviglio le dita
con fare nervoso
pensando alla vita
di lido sabbioso.
Guardo lontano
oltre le case
e con la mano
afferro invano
macchie di sole
che guardano evase
dove si vuole,
dove ci duole.
Spargo la tristezza
d'aghi di gocce saline
sui fazzoletti delle colline
d'umile pezza
a quadri stinti
di giallo e di verde,
nei colori un po' finti
della luce che si perde.
Thomas Santarelli
Montegranaro (AP)
III Liceo Scientifico
I Classificato
LE MIE IMPRONTE DIGITALI
Hanno preso le mie impronte digitali
sopra i tasti della macchina per scrivere
(Olivetti ET personal eh sì).
Sono state quelle ombre ormai stufate
che ci parlano e non tacciono un secondo
quelle lettere che in un mese o per un attimo
vorrebbero dialogare coi poeti
mentre invece ci vorrebbero arrestare
se dormiamo con le mani imbambolate.
Vorrà dire che stanotte starò sveglio
là dove la lattuga ancora dorme
tra la carota e il sedano un po' acerbo
all'ombra anonima dell'olio frastornato
della nostra infinita ribellione
se sia più facile mangiare quella fame
od una frase spinta da un cuore infame...
l'averti uccisa macchina in un incrocio
tra una maiuscola e un mesto accento
tra il rosso e il nero di un semaforo spento
tra il margine rientrato a tarda sera
che ora è qui
a un passo
dalla mia galera...
Micol Amadei
Fiorano (MO)
Scuola Professionale
II Classificata
MAI AVVENUTO
Appaiono informi gli incubi dimenticati
prospettando incontri.
Mai avvenuto.
Sentiamo l'aria tagliente sferzarci il viso
che ci stringe sgomenti nell'attesa,
lo sguardo che si apre sull'ignoto.
Ci unisce la scoperta d'esser soli e lontani:
ci manca il coraggio di sporgerci sul davanzale della vita,
ai confini di un (del) sistema.
Quando navigando ci allontaniamo verso uno spazio sconosciuto
là rimaniamo affacciati alla proda
Ci turba quel segreto viaggio di iniziare insieme,
mai avvenuto.
Viene la prova del tempo,
viene la vita che passa e devasta
il fiore ancora in boccio.
Viene questo pianto sommesso che allontana
la protesta al cielo.
Nella distanza cosmica gli astri infissi
sulle lontane orbite
Muovono ad un moto perpetuo;
noi seduti a tavole separate,
spezziamo il pane di un incontro,
mai avvenuto.
e passiamo rapidi
sulle linee dolenti di un'esistenza separata.
Di questo parlano desolate le nostre eternità,
additandosi un vuoto che non si colma più.
E noi in un angolo,
con tanta fame di tempo concreto,
a vederci sfuggire
il nostro arco di vita sulla terra.
Perdiamo il caldo tempo d'amore
e presto si consuma l'ultima gioventù.
Ho bisogno di te,
del tuo volto che passa.
L'amore così costretto in un canto legato.
Provo l'insofferenza di trovarti indifferente.
Sale la giovane speranza,
nell'impulso profondo delle cose che salgono leggere
ma eri parte di questo tempo di ricerca e luce,
una meta lontana; mentre comincio a parlare con le tenebre.
Amore, altro amore taceva con i fuochi morti d'un tempo.
Penso alle mani che si affannano
al loro buio infinito cercarsi
sull'alternarsi del nascere e morire,
confusa, tacevo nel mio silenzio profondo di donna.
Oramai la vita rabbrividisce tutta compresa,
si inerpica testarda verso la tua immagine.
Nel ritmo che ricorre e ritorna,
con te nell'avvenire finché non cade l'ultima tristezza alla speranza.
Ho bisogno di tempo per mettermi alle spalle il passato,
tra la pausa immensa fra la voce e il silenzio.
Eleonora Perlini
Forlì
II Liceo Classico
III Classificata
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